Acquatrekking sull’Aia

Acqua trekking sul torrente Aia

Il torrente Aia nasce tra i Monti Sabini attraversando l’omonima valle prima di dirigere verso l’agro foronovano ed affluire nella sponda sinistra del Tevere. Questa importantissima arteria fluviale è stata usata sin da tempi remoti per trasportare carichi pesanti. Era essenziale inoltre per alimentare i numerosi mulini i cui ruderi sono ancora disseminati lungo le sue sponde.

L’Aia nasce tra le colline dei comuni di Configni e Cottanello e poi attraversa con i suoi 31 km i comuni di Vacone, Montasola, Torri in Sabina, Tarano, Collevecchio. Qui forma, infine, un’ampia area di terrazzi fluviali prima di confluire nel Tevere presso Capu l’Aia, località nel comune di Magliano Sabina.

Scarica

Il nostro percorso di circa 20 km, propone di risalire il letto del torrente Aia. Si parte all’altezza della località Madonna del Piano, nel comune di Collevecchio nei pressi di due laghetti utilizzati per la pesca sportiva. Qui è possibile accedere direttamente dalla strada statale 657.

Dopo poche decine di metri si raggiunge il letto del torrente, in questo punto quasi sempre asciutto. Non siamo molto lontani dall’area archeologica di Poggio Sommavilla e dall’omonimo borgo medievale. Proseguendo verso sinistra risaliamo il letto verso la sorgente. Si incontra, passandoci sotto, il ponte del bivio per Stimigliano e si prosegue su un tratto del letto del torrente molto sassoso.

Poco dopo, l’Aia lambisce i resti del sito archeologico di Forum Novum, a Vescovio, nei pressi di un antico fontanile risalente all’epoca Romana ed al sistema di approvvigionamento idrico del municipio e del foro romano. Proseguendo dopo una sosta al Bar/Ristorante “l’Oasi di Vescovio”, è necessaria una piccola deviazione sulla strada romana vecchia prima di riprendere il letto del fiume e dirigersi verso il borgo di Rocchette ed il castello abbandonato di Rocchettine.

Qui sotto, nella piccola valle tra i due pizzi, l’Aia taglia una caratteristica gola formando delle strepitose cascatelle che si fondono con il  paesaggio di lecceti sempreverdi. È uno dei percorsi più belli della Sabina Tiberina, per la ricchezza della vegetazione e l’inusuale punto di osservazione del territorio che offre al camminatore l’esperienza unica di immedesimarsi con lo scorrere millenario delle acque del torrente.